L'ASINO
C’era una volta e per sempre un asino che era da sempre legato ad una ruota e doveva girarla di giorno ed anche la notte, per tirare l’acqua al mulino del suo Padrone.
Ma mentre girava, girava, girava sempre, sentì nel suo Cuore una vocina gentile che gli diceva: “Noi non siamo asini, Noi non Siamo asini.”
Ma non ci badò più di tanto, anzi fece un sorriso e ritornò a girare la ruota, altrimenti se per caso ritornava il suo Padrone all’improvviso, erano guai seri!
Passarono dei mesi del suo triste tempo, poi degli anni, perfino dei secoli, e lui era sempre lì a girare rassegnato la ruota, per tirare l’acqua al mulino sempre del suo Padrone, quando d’improvviso risentì quella strana, soave vocina nel Cuore:
“Noi non siamo asini.. non è vero che siamo asini, il Padrone è un asino non Noi: Specchiati in Noi Anima e ne appurerai la Verità!”
Allora gli sorsero dei seri dubbi: “E’ mai possibile ciò, sono secoli che sono un asino onesto, faccio tutto quello che il Padrone mi chiede di fare, non ho mai agito fuori la Legge, rispetto sempre i suoi comandi, però non sono mai veramente Felice, mi sento sempre in colpa: c’è sempre qualcosa che sbaglio o che non ho fatto alla Perfezione, dice che alla Fine avrò il Premio, ma quando finirà tutto ciò? Nel frattempo, intanto mi umilia tutti i giorni:
“Sono il tuo Unico Padrone, devi fare tutto quello che ti ordino per il tuo Bene, ma anche se lo fai fino allo stremo delle tue forze, rimarrai sempre e solo un piccolo e stupido asino. Io solo so Tutto ed ho il Potere su Tutto, tu sei solo un insignificante bestia da soma, devi ringraziami tutti i giorni per la tua Vita, altrimenti diventi schiavo in Eterno della Superbia.
Ricordalo bene: chiunque ti dirà il contrario è la Superbia contro di me!”
Però, stavolta chiese una Grazia al suo atavico Padrone: uno specchio per guardarsi.
Il Furbaccione prima pensò poi sorrise, e gli porse subito il suo specchio: quando si vide pianse di un Dolore: atroce si, era proprio un asino, il Padrone aveva proprio ragione, finalmente sapeva di certo della propria Natura e quindi poteva definitivamente rassegnarsi, però d’altro canto, il suo Sogno infranto era cocente.
Aveva deciso quindi, di non ascoltare mai più la lieve Vocina proveniente dal suo infinito Cuore, lo aveva preso in giro, certo, ed ora l’avrebbe definitivamente soffocata!
Ma fu così che poi morì.
Soffiovibrante
Delle Upanishad indiane , databili al 7° secolo a.C :
"Chiunque adori una divinità diversa dall' IMMENSITA' , pensando ' Essa è uno, io sono un altro ' non ha Conoscenza.
E' come un capo di bestiame per gli dei. Ogni essere vivente è utile agli dei così come il bestiame è utile agli uomini .
Anche se viene tolto un solo animale, ciò è sgradevole. Che cosa diremmo se ne venissero tolti parecchi?
Per tale ragione è sgradevole agli dei che gli uomini sappiano ."
(Brihad-aranyaka Upanishad I ,4,10 )