LA REALTA': UN INFINITO OLOGRAMMA

26.01.2011 20:41



I moderni  ricercatori si sono ritrovati davanti a diverse verità sorprendenti. Come il fatto che due particelle nate da uno stesso evento, pur separate nello spazio e nel tempo, restano in comunicazione per sempre. Se dopo la separazione, infatti, a una delle due viene invertito il senso di rotazione (Spin), anche l’altra, alla quale non è stato fatto nulla, indipendentemente da dove si trovi, inverte la sua rotazione all'istante nello stesso senso. (CERN).

 Potete immaginare lo stupore e il disorientamento di questi scienziati? "Allo stesso istante" vuol dire che non c'è nemmeno il tempo perchè l'informazione che parte da una delle due particelle possa viaggiare nello spazio fino a raggiungere la sua gemella. Come fanno? Che cosa le unisce? Non si sa ancora. Ma questo esperimento (e non è il solo) ha dimostrato che al di sotto di una certa massa, le dimensioni dello spazio e del tempo si annullano e, in assenza di tempo e di spazio, le cose più vicine a noi, nell’infinitamente piccolo e quelle più lontane, nell’infinitamente grande, si rivelano totalmente interconnesse.

Colui il ha illustrato approfonditamente questa incredibile scoperta è stato David Bohm, già collaboratore di Einstein e Professore di fisica teorica al Birbeck College di Londra. Bohm uno dei più illustri scienziati dell’era contemporanea. Costui, grazie al concetto di “ologramma” è riuscito a spiegarci in termini scientifici che cos’è il velo di maya di cui la filosofia indiana e tutti i più famosi filosofi  hanno sempre sentito.
Dalle teorie di Bohm, si evince che le energie elettromagnetiche e l’intera realtà fisica, sono create dalla prodigiosa e “magica” natura delle particelle subatomiche: particelle gemelle. Ciò permette a tali particelle di rimanere in contatto e di venire quindi informate a vicenda istantaneamente, indipendentemente dalla distanza che le separa, la quale dunque, a questo punto, è una pura illusione. Le distanze quindi, servirebbero alla mente, per organizzare meglio i dati sensoriali provenienti dal mondo “esterno”, esse però, tranne che nella costruzione di questo ordine mentale, non esistono in realtà.
 

In sostanza, secondo Bohm, le particelle non sono entità individuali ma estensioni di un unico Organismo, e il fatto che appaiano separate, deriva dalla nostra incapacità di vedere la realtà nella sua interezza.

Noi vediamo solo la parte e non il tutto, non riuscendo dunque a capire che il Tutto è la parte e la parte è il Tutto.

Nonostante la sua apparente solidità, l'universo è in realtà un fantasma, un ologramma gigantesco e splendidamente dettagliato.
E poiché ogni cosa nella realtà fisica è costituita da queste "immagini", ne consegue che l'universo stesso è una proiezione, un ologramma: come un filmato in continua Evoluzione.

 

Partendo da questo presupposto si deduce che tutte le manifestazioni della Vita provengono da un'unica Fonte.

 

Tratto da Wikipedia e Riflessioni.it